Gli accessi per visualizzazione nel mese di Aprile 2025 per questo blog sono stati 168, contro i 233 del mese precedente.,, per un totale dalla apertura del Blog di 21765
mercoledì 30 aprile 2025
domenica 20 aprile 2025
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo I Campi di concentramento in Cina La Politica del Figlio Unico
Master in
“TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
( dalla presente tesi si estrae il paragrafo "La Politica del figlio Unico"
4 La politica del figlio unico
La
politica del figlio unico fu introdotta in Cina del 1979 da Deng Xiaoping per
rallentare ed eventualmente fermare la crescita demografica incontrollata della
popolazione.
Nel 1949, dopo la Rivoluzione Cinese, la Repubblica Popolare Cinese era sotto
il controllo di Mao Zedong, il quale riteneva fermamente che la Nazione sarebbe
dovuta diventare completamente autonoma e che, per raggiungere tale scopo, ci
fosse il bisogno di sostenere la natalità del paese con politiche specifiche.
Perciò, durante l’epoca Maoista, la popolazione aveva subito un incremento
demografico di circa 30 milioni di persone annue e rappresentava un quarto della
popolazione mondiale.
Attorno
agli anni ’60, il vertice della politica cinese si rese conto che, seguendo
quel passo di tasso di crescita della popolazione (1,5% annuo), nel 2080 la
Cina avrebbe raggiunto i 4 miliardi di abitanti, e questi avrebbe assolutamente
portato ad un problema di sovrappopolazione.
Da
allora, iniziò a svilupparsi l’idea che ci fosse il bisogno di rallentare la
crescita demografica e infatti, nel 1979, iniziò a prendere piede la politica
del figlio unico: la Cina aveva a disposizione solo il 7% della superficie
coltivabile, due terzi della popolazione aveva meno di trent'anni e la
generazione del baby boom nata negli anni Cinquanta e Sessanta entrava
nell'età riproduttiva.
Da
questo momento entrarono in vigore delle politiche di controllo delle nascite,
ossia delle politiche di controllo che stabilivano degli obiettivi di crescita
precisi: nel 1979 fu introdotta la politica del figlio unico (PFU), e
venne quindi creata una “pianificazione familiare” che veniva gestita dal sistema
sanitario locale e seguiva le direttive imposte dal governo. Avevano previsto
di raggiungere la crescita pari a zero per l’anno 2000. Le rigide regole
prevedevano:
·
I matrimoni e le gravidanze venivano previsti
per un’età più avanzata.
·
Doveva essere richiesto un permesso ufficiale
per poter avere una gravidanza e, dunque, poter concepire.
·
Coloro le quali erano in attesa di un secondo
genito/a, erano costrette a pagare una multa salata o subire un aborto forzato.
Nel
1982 i principi della pianificazione familiare vennero inseriti nella
Costituzione e sanciti negli articoli 25 e 495.
Questa
politica portò ad alcuni aspetti negativi, come lo sbilanciamento nel rapporto
tra i sessi a sfavore delle figlie femmine, e di conseguenza ad una proporzione
tra maschi e femmine non equa nel paese. Altro punto negativo di questa
politica fu la distorsione per età, con un conseguente invecchiamento della
popolazione.
Molti
bambini sono venuti al mondo illegalmente e, siccome non sono stati potuti inserire
all’anagrafe, non godono dei diritti dei cittadini più semplici, come i
diritti sociali, il diritto alla salute, il diritto allo studio o alla
libertà. Sono persone sotto un certo aspetto inesistenti.
Nel
2013 questa politica fu abolita dalla Corte suprema Cinese in quanto violasse i
diritti umani e fu concesso alle famiglie cinesi di avere un massimo di tre
figli, anche se molte indagini dimostrano che la maggioranza dei cinesi non ha
intenzione di avere più di un figlio.
Secondo
i dati dell’OMS, dal 1979 al 2013 ogni anno in media in Cina sono stati
compiuti circa 14 milioni di aborti forzati: circa il 25% del totale di aborti
praticati nel mondo.
5 L’art.49 fa parte del secondo capitolo
della Costituzione “Diritti e Doveri fondamentali dei cittadini”, e sancisce
che ogni famiglia ha il dovere di praticare la pianificazione familiare, in particolare
i genitori hanno il dovere di allevare ed educare i figli, mentre i figli che
hanno raggiunto la maggiore età hanno il dovere di sostenere e assistere i
loro genitori.
giovedì 10 aprile 2025
Rivista QUADERNI n. 1 del 2025 Gennaio Marzo 2025
Nota redazionale: (massimo coltrinari, direttore)
Numero dedicato nelle
sue pagine di apertura, dopo l’Editoriale del Presidente Magnani alla Comunicazione del Nastro Azzurro, alla
giornata della Donna che cade, come noto, ogni anno l’8 marzo. Si riporta i
contributi e la cronaca della consegna dell’Emblema Araldico alla Signora
Giovanna Paolone Piermanni, consorte della Medaglia d’Oro al Valore Militare
“alla memoria” Sergio Piermanni. A sottolineare questo momento la copertina
riporta la scultura “”Le Pagine del Coraggio” scultura predisposta per
l’occasione, mentre la IV di copertina è ancora dedicata ad una donna ed ad un
suo volume. Questo dopo aver dedicato spazio alla Giornata della Memoria ( 27
Gennaio)
Nella parte “Il mondo
da cui veniamo: la Memoria”, Giorgio Madeddu, nel quadro delle ricerche
dedicate alla Storia dell’Istituto del Nastro Azzurro, con ampia iconografia,
riporta la cronaca della inaugurazione della Via dei Fori Imperiali a Roma nel
quadro della Adunata dei Decorati al Valore Militare (28 ottobre 1933); segue
in Dibattiti, Manuel Vignola che tratta dell’uso della Medaglia d’Oro come
strumento diplomatico e non come ricompensa per atti eroici individuali: quindi,
sempre in Dibattiti, Roberto Allegro, ricostruisce la Battaglia di Mortara del
18489, sulla base della sua tesi discussa al Master di Storia Militare
Contemporanea. In Archivio, Alessia Biasiolo ci propone uno dei misteri più
fitti della fine della guerra, l’Oro di Dongo. Ancora Giorgio Madeddu, dalla
Sardegna, ci manda una nota sui 110 anni di esistenza della leggendaria Brigata
“Sassari”, come dovuto omaggio a questa Unità delle nostre Forze Armate pregna
di valore e tradizioni.
Nella Parte “Il Mondo
in cui viviamo: la realtà d’oggi” tutti articoli hanno alla base la Tesi di
Master discussa dagli Autori al Master di “Terrorismo e Antiterrorismo
internazionale. Andrea Rota, ci parla delle fonti aperte al servizio della
sicurezza del paese, Mirko Leone del “ Virtual Human Intelligence”, e Guido
Andrea Caironi di un particolare aspetto aeronautico in ambito Guerra Fredda.
Le tradizionali
rubriche completano questo numero
Infine, una
annotazione sula politica di distribuzione della Rivista “QUADERNI”:
l’Indirizzario da questo numero è organizzato su chi ne ha fatto richiesta
orale o scritta e chi è impegnato nelle ricerche CESVAM, con le dovute
eccezioni; vengono tolti tutti quei indirizzi che erano stati adottati per far
conoscere le attività del CESVAM e quindi dell’Istituto del Nastro Azzurro.
Sono anche aggiornati le condizioni di abbonamento, come pubblicato in ultima
pagina. Decadono tutte le condizioni degli anni precedenti.
I
di Copertina: Scultura “Le Pagine del Coraggio” della scultrice Paola Grizi,
donata al Comune di Potenza Picena in occasione della Giornata della Donna 2025
nel quadro della consegna dell’Emblema Araldico conferito alla MOVM “Alla
Memoria” Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri Sergio Piermanni alla
Sig.ra Giovanna Paolone Piermanni,
IV
di Copertina Monica Apostoli, Il Genio “Telegrafisti” nella Grande Guerra. 3° e
7° Reggimento Genio, Roma,
Istituto del Nastro Azzurro Centro Studi sul Valore Militare, 2023
Il presente numero è
stato chiuso in tipografia il 28 marzo 2025
lunedì 31 marzo 2025
giovedì 20 marzo 2025
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo I Campi di concentramento in Cina. Il Movimento del Law and Development e la Rule of Law
Master in
“TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
Il movimento del Law and
Development e la Rule of Law
Il movimento del Law and
Development è stato fondato sull’idea per cui soltanto un’innovazione dei
sistemi giuridici, compresi i principi giuridici del liberalismo giuridico,
avrebbero potuto contribuire al progresso economico nei Paesi in via di sviluppo.
Secondo il liberalismo giuridico, la società doveva essere composta da
cittadini e forme di organizzazioni volontarie, i cui rapporti e le
controversie fossero giudicate dal diritto, e dove gli amministratori
legislativi osservassero la legge e non ne fossero influenzati da fattori
esterni.
Il movimento del Law and
Development ebbe inizio negli anni ’60 e iniziò a declinare nei primi anni
degli anni ’70, le cui manifestazioni, in un periodo così breve, sono state
limitate, ma che furono tutte caratterizzate dal tema significativo dell’unione
del tema del diritto a quello dello sviluppo economico.
Questo movimento fu inoltre
caratterizzato da un forte interesse per l’ambito giuridico: credevano che
l’economia di mercato sarebbe stata più vicina al popolo ma, nonostante che il
sistema economico fosse caratterizzato da innovazione, il governo deteneva
comunque il controllo dell’economia.
Il movimento credeva nello
sviluppo e vi concentrava tutte le sue energie.
Dopo il declino del movimento del
Law and Development, iniziò ad emergere il concetto della Rule of Law. Nata
nel contesto della globalizzazione, la Rule of Law ha inciso notevolmente sulla
Riforma Giuridica Cinese ed è diventata un epiteto citato in quasi tutti i
dibattiti sulla riforma economica, fino al suo riconoscimento nel XV Congresso
Nazionale del Partito Comunista Cinese4.
4 Il XV Congresso del Partito Comunista Cinese si svolse a
Pechino fra il 12 settembre e il 18 settembre 1997. I 2.048 delegati e 60
delegati appositamente invitati hanno eletto un XV Comitato Centrale del PCC
formato da 344 membri, nonché una Commissione Centrale per l'Ispezione
Disciplinare (CCID) di 115 membri.
lunedì 10 marzo 2025
:Paesi in via di sviluppo: Condonare il debito: scandalo o buonsenso?
Nella bolla di indizione del Giubileo 2025 Spes non confundit papa Francesco chiede alle " nazioni più benpensanti" di "condonare i debiti dei Paesi che mai potrebbero ripagarli". : un invito che echeggia un'antica tradizione biblica, L'articolo pubblicato su CIVILTA CATTOLICA cerca di rispondere agli interrogativi che la richiesta del Papa può sollevare e sostiene che, se ben concepito, un tale condono può essere un contributo importante per rispondere alle sfide ambientali, economiche finanziarie e sociali che ci riguardano. Gli Autori sono Gael Giraud S.I. direttore di ricerca del Centre National de la Recherche di Parigi; Kako Nubukpo, Commissario per l'agricoltura risorse idriche e ambiente dell'Unione economica e monetaria dell'Africa Occidentale e Hubert Rodaire Presidente della Association Fraòaise des investimensseurs istitutionnels
LA CIVILTA CATTOLICA ANNO 176, N. 4190, FEBBRAIO 2025.
La Rivista è presso la Emeroteca del CESVAM - Centro Studi sul Valore Militare Info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
venerdì 28 febbraio 2025
USA Dominio dei Mari e Conquista dello Spazio
Fonte LIMES Rivista Italiana di Geopolitica. Novembre 2024
L'Oceania è stato il teatro della espansione del dominio del mare da parte degli Stati Uniti dalla metà del secolo scorso ad oggi
giovedì 20 febbraio 2025
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo I Campi di concentramento in Cina. La Rivoluzione Culturale
Master in
“TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
La rivoluzione culturale
La
rivoluzione culturale invocata da Mao Tse Tung del 1966, trova la sua giustificazione
nel dissidio tra URSS e Cina e si instaurò alla base dei cambiamenti che
avvennero in Cina tra il 1966-68: il fallimento del Grande Balzo aveva generato
delle discrepanze all’interno del partito che fecero capo con Liu Shaoqi alla
guida della Nazione. La data di svolta è il 1 giugno 1966, quando egli spinse
le nuove generazioni a ribellarsi contro “i quattro vecchiumi” del partito
accusati di aver intrapreso la via capitalistica, cioè a ribellarsi contro le
vecchie idee, culture, abitudini e comportamenti. Questa mobilitazione portò
ad una rivoluzione culturale, il cui obiettivo era quello di trasformare le
struttura sociale cinese e perseguire i nemici politici dello Stato attraverso
il sostegno del Movimento delle Guardie Rosse. Il Movimento delle Guardie Rosse
fu fondato nel 1966 nelle scuole e nelle università di Pechino e fu ben presto
espanso nel resto della Cina. Questa rivoluzione coinvolse milioni di giovani
estremisti che volevano eliminare il Partito e tutti i residui ideologici che non
fossero in linea con le idee di Mao.
I
loro primi interventi mirarono a saccheggiare le case delle famiglie
benestanti, rovinando tutto ciò che trovavano per la strada, e successivamente
iniziano anche a distruggere i beni culturali parte del patrimonio cinese,
attaccavano chiunque gli si ponesse contro.
Alla
fine del 1966, le Guardie Rosse avevano le redini dello Stato e stavano
perseguitando tutti coloro che prima del 1949 erano stati proprietari terrieri
o membri del Partito Nazionalista Cinese.
A livello economico ci furono grandi conseguenze, in particolare per
l’agricoltura e l’industria. Fallì inoltre il sistema educativo, in quanto la
rivoluzione portò ad uno sconvolgimento a livello scolastico, infatti scuole e
istituti furono scombussolate, le lezioni regolari, dopo l’arrivo dell’esercito
nel 1969, furono sospese e gli insegnanti furono oggetto di critiche. Al
termine della scuola secondaria, in media, un cinese conosceva intorno ai 2000
caratteri rispetto ai 3000 di coloro che frequentavano le scuole nel periodo
precedente alla rivoluzione.
Inoltre,
alla fine del programma di rieducazione ben 18 milioni di cinesi erano stati
trasferiti nelle campagne per lavorare i campi.
Alla
morte di Mao Tse-Tung il 9 settembre 1976, seguirono due anni di instabilità
politica e di lotte interne al Partito Comunista Cinese che sfociarono nella
vittoria riformista e portarono al potere Deng XiaoPing; egli fece approvare
“La politica di riforme e Apertura economica” e decise di avviare alcuni
cambiamenti che portarono la Cina ad aprirsi al mercato estero e di integrarsi
nell’economia internazionale, decise di riorganizzare l’agricoltura per
l’ennesima volta, oltre alla pianificazione industriale, l’organizzazione
militare e cercò inoltre di aprirsi verso la libertà d’impresa. Da un lato
voleva richiamare gli investimenti esteri diretti per favorire la nascita di
nuove imprese private e di joint venture; dall’altra voleva accumulare valuta
tramite l’export per permettere alle imprese statali di acquistare tecnologie
straniere.
Quest’apertura
dell’economia cinese verso l’estero e la possibilità di scambi con l’occidente
furono ovviamente regolamentate dal partito comunista, che mantenne comunque
rigido il controllo della Nazione, limitò le libertà, ma riuscirono comunque
ad accedere a grandi vantaggi provenienti dall’estero, tra cui tra cui
l’accesso a nuove tecnologie, idee e culture nuove.
A
tale scopo, tra il 1979 e il 1980, il governo cinese ha approvato la creazione
di 4 zone economiche speciali a Shenzhen, Zhuhai, Shantou e Xiamen ed ebbero
davvero un grande successo, a tal punto che le autorità cinesi si sentirono di
espandere ulteriormente il processo di apertura verso l’estero e fondano o
altre 14 zone economiche speciali.
Gli
scontri con i movimenti d’opposizione, in particolare quelli studenteschi,
rimasero, e il governo cinese sentì la necessità di contrastare brutalmente
tali movimenti fino al 1989, quando le proteste iniziarono ad infuocarsi ancora
di più e le critiche si inasprirono ulteriormente: la “protesta di piazza
Tienanmen” fu l’apice di questi scontri, ebbe luogo in Piazza Tienanmen a
Pechino dal 15 aprile al 4 giugno 1989, culminato in un massacro.
venerdì 31 gennaio 2025
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo. I campi di concentramento in Cina. Mao Zedong e la rivoluzione cinese
Master in
“TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
( ei estrae dalla predetta tesi il paragrafo "Mao Ze Dong e la rivoluzione cinese)
Mao Zedong e la rivoluzione cinese
Dal dicembre del 1930 iniziò la
guerra civile in Cina, attraverso le cinque campagne di repressione comunista
ordinata da Chiang Kai-Shek e, nel frattempo, il Partito Comunista Cinese nel
novembre del 1931 istituì la Repubblica Sovietica Cinese nello Jiangxi, avente
come primo ministro Mao Zedong. Queste campagne di repressione comunista
terminarono nel 1933 con la sconfitta della parte comunista, e dall’ottobre del
1934 fino all’anno successivo prese vita la leggendaria Lunga Marcia dei Diecimila: questo ispirerà molti giovani
cinesi ad unirsi al PCC tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40.
Tra il 1900 e il 1949 si
succedettero diversi governi, ma nessuno di questi fu in grado di riunificare
tutta la Cina e soltanto con la vittoria di Mao Zedong, o come nella vecchia
trascrizione, Mao Tse-Tung (1893 – 1976), lo Stato fu di nuovo condotto da un
unico potere centrale: egli è stato uno dei principali artefici e promotori
della rivoluzione cinese, elaborò dei piani strategici per il controllo
politico della Cina tramite il controllo della numerosa classe contadina.
Con la presa al potere di Mao
Zedong nacque l’attuale Repubblica Popolare Cinese ed iniziò un ulteriore
periodo di evoluzione culturale, economica e sociale, che ridusse qualsiasi
tipo di libertà e fece vivere la popolazione nel terrore, portando la Cina in
un periodo di miseria, povertà e morte.
Già dal suo intervento del 1949,
il suo obiettivo primario era quello di affermare il Partito Comunista Cinese
come unico partito al vertice, mentre il suo obiettivo secondario era quello di
organizzare la Cina secondo il modello socialista.
Basandosi su una sua esperienza durante un viaggio a Mosca nel 1949, Mao
abbracciò il modello sovietico del “piano quinquennale” per lo sviluppo
economico.
Le radici ideologiche della
Rivoluzione culturale si iniziarono ad instaurare già prima il 1966, infatti
lo scoppio è il risultato della preoccupazione che Mao aveva per gli sviluppi
che stavano avvenendo nell’Unione Sovietica dopo Stalin, e convinse Mao che la
Rivoluzione Russa si era smarrita a causa della dottrina di Nikita Kruscev che
si basava sulla coesistenza pacifica con l’Occidente e sulla transizione
pacifica al socialismo. Al contempo, il pericolo di una restaurazione
capitalista in Cina e la dirigenza del frammentato partito portarono Mao a
combattere e prevenire il dilagante revisionismo.
Il primo piano quinquennale, la
cui attuazione ebbe inizio tra il 1952 al 1953 e prevedeva una durata fino al
1957, vide la trasformazione della società cinese in una società socialista,
con l’instaurazione di una vera e propria economia socialista, centrata sullo
sviluppo industriale del paese: Mosca concesse un piccolo prestito di 300
milioni di dollari e i servizi di diverse migliaia di ingegneri, scienziati,
tecnici e pianificatori sovietici, venne dato il via alle riforme agrarie e
alla campagna di collettivizzazione delle terre, furono intensificate le misure
fiscali contro la proprietà privata, e le imprese statali miste finirono per
inglobare e assorbire quelle private, fu inoltre dedicata particolare
attenzione alla preparazione del personale, creando degli operai specializzati.
Nel complesso, i maggiori aumenti della produzione si sono verificati nei
settori dell’acciaio, del carbone e dei prodotti petrolchimici.
L’obiettivo di Mao era quello di
espandere l’economia e mantenere lo sviluppo, ma vennero applicati in maniera
troppo rigida i principi comunisti, vennero colpiti i proprietari terrieri che
affittavano le terre o le coltivavano attraverso i salariati, mentre tutti i
contadini che coltivavano direttamente le terre ne rimasero proprietari. La
vita per i cinesi urbani era strettamente regolata in regime di unità di
lavoro che prendevano il nome di danwei. Il danwei forniva la struttura di base per
il lavoro e controllava molti aspetti della vita quotidiana, compresi
l’alloggio, l’istruzione e i servizi sociali. Le persone dovevano persino
consultare il proprio danwei
in materia di
matrimonio, figli o spostamenti.
Contemporaneamente, fu avviata
una riforma del sistema statale e burocratico e Mao fece riconoscere la parità
dei diritti delle donne, e quindi equi diritti a tutti i cittadini cinesi.
Gli obiettivi sociali che erano stati fissati, sono stati raggiunti nel 1956,
mentre i risultati economici superarono nel 1957 le previsioni.
Questo primo piano quinquennale,
dunque, gettò le basi dell’industrializzazione del paese, ma in quanto il
settore agricolo portò un insuccesso, le autorità statali vollero rivedere la
situazione economica e approntarono un secondo piano quinquennale.
Il secondo piano quinquennale fu
approvato il 27 settembre 1956 e prevedeva di essere messo in atto nel periodo
dal 1958 al 1962: questo piano doveva portare ad un ulteriore incremento della
produzione agricola ed industriale, ed era stato previsto che il reddito
nazionale sarebbe dovuto aumentare del 50% e che il 60% delle entrate statali
sarebbero dovute essere rivolte agli investimenti produttivi. Il processo di
collettivizzazione agricola iniziò a svilupparsi e ad accelerare nel 1956,
furono introdotti obiettivi di produzione elevati, e il governo si rese
proprietario di tutte le terre e le attrezzature che aveva precedentemente
redistribuito e, per questo motivo, decine di migliaia di persone lasciarono le
campagne per dirigersi verso le città ritenute più confortevoli.
Nel dicembre del 1957, Deng
Xiaoping introdusse per la prima volta il concetto di “politica delle porte
aperte” e venne lanciata la campagna del “Grande Balzo in avanti” avente lo scopo di accelerare
ulteriormente il processo di raggiungimento degli obiettivi, e trasformare
l’intera economia del paese: il sistema agricolo comunale fu gradualmente
smantellato e i contadini iniziarono ad avere più libertà, potevano quindi
gestire i loro prodotti a livello di coltivazione e vendite. Successivamente,
venne applicato lo stesso approccio anche alle industrie.
Per due anni, il 1958 e il 1959,
venivano fatti girare nella popolazione degli slogan motivazionali e frasi del
tipo: “Qualche anno di sforzi a di lavoro per diecimila anni di
felicità", oppure "Avanzare con entrambe le gambe", per
incoraggiare i lavoratori a produrre sempre di più e in maniera sempre più
efficace.
Il Grande Balzo portò però ad
un disastro nella produzione: nel 1959 la Cina fu colpita da una forte
carestia, determinando disagi alimentari, fame e malattie tra il popolo, portò
inoltre i contadini ad allontanarsi dalle campagne e, di conseguenza, gli
abitanti e gli studenti delle grandi città iniziarono ad essere mandati nei
campi a lavorare.
Nell’agosto del 1958 furono
apportati dei cambiamenti all’agricoltura, e le cooperative agricole vennero
fuse in oltre 26 mila “Comuni popolari”, all’interno del quale erano comprese
all’incirca 5 mila famiglie: 26.000 di queste unità furono incaricate di
sostituire 730.000 cooperative che lo Stato riteneva inefficaci e non
all’altezza. Queste unità presero il nome di “Squadre di produzione”.
Questa pianificazione economica
inventata dallo Stato si rivelò ben presto una delusione, in quanto
disorganizzato e instabile, e iniziò sia a limare la leadership di Mao
all’interno del partito, che ad instaurare un allontanamento dall’URSS.
Alla fine degli anni Cinquanta,
il popolo cinese fu decimato da una catastrofica carestia, d’altronde questo
periodo rivoluzionario tra il 1959 e il 1961 ha inoltre coinciso con vari
eventi climatici, calamità naturali (siccità, inondazioni, caldo intenso,
tifoni, malattie e infestazioni di insetti ecc.), cambiamenti demografici,
conflitti militari e con il ritiro dei tecnico sovietici concesso
precedentemente dall’URSS; la popolazione iniziò quindi ad interrogarsi sui
metodi di lavoro che gli venivano imposti e, di conseguenza, la produzione
calò drasticamente. Non molto dopo, arrivò l’ordine del governo di frenare i
ritmi di lavoro, e vennero concessi dei diritti alla popolazione per spronare e
dare stimoli.
La Grande Carestia Cinese fu tra
le più mortali, cominciò alla fine del 1958 e durò fino alla fine del 1961,
il bilancio delle vittime è stato oscurato dal governo cinese ed è stata data
la colpa ad una serie di disastri naturali, ma si pensa che morirono
all’incirca 30 milioni di persone.
Venne consolidato il fallimento
di questo metodo e Mao stesso, nel 1958, cedette la Presidenza della Repubblica
a Liu Shaoqi.
Nel 1960 la Cina si distaccò definitivamente dalla Russia, rimanendo
parzialmente isolata sulla scena internazionale.
lunedì 20 gennaio 2025
Rivista QUADERNI N. 2 del 2024 Ottobre Dicembre 2024 34° della Rivista
Nota redazionale:
Ultimo numero
dell’anno 2024, riporta, dopo l’editoriale, l’intervento di presentazione del
Calendari0 Azzurro del 2025 dedicato al Valore Militare nella Guerra di
Liberazione da parte di Antonio Vittiglio. LO stesso Calendario, creato e
predisposto da Antonio Daniele nella sua interezza tipografica.
Il Mondo da cui
viviamo, la Memoria, in Approfondimenti, Giorgio Madeddu pone alla attenzione
generale le sue ricerche in merito alle prime Medaglie al Valore Militare del
Regno di Sardegna, sostenendo tesi tanto originali quanto documentate. In
Dibattiti, affronto il tema dei Rapporti tra il partito d’Azione ed il partito
comunista in piena Guerra di Liberazione, con materiali per approfondire i
variegati apporti della sinistra italiana nella nascente democrazia
repubblicana. Osvaldo Biribicchi, in Dibattiti, tratta di un argomento dedicato
alla Resistenza nell’Alto Lazio con testimonianze di chi allora protagonista
degli eventi. In Archivio, Marco Maria Contardi ci illustra, dal punto di vista
architettonico, come l’Esercito Italiano curi il patrimonio artistico ereditato
dalle scelte derivanti dalle Leggi Siccardi del 1854. Questa parte, infine, si
conclude con l’intervento di Davide Corona con un articolo sulla Guardia alla
Frontiera, il Corpo confinario esisto dal 1933 al 1946.
Il Mondo in cui
viviamo, la realtà d’oggi, porta. In “Una Finestra sul Mondo” un contributo di
Nicolò Paganelli, utilizzando il sistema parametrale, dedicato a Cuba, mentre
Massimo Dionisi, in Geopolitica delle Prossime Sfide, ci proietta già nel nuovo
anno con le eventuali minacce che il Giubileo 2025 innesca come derivazione dei
conflitti sia nel Mediterraneo che nella instabilità del Sahel. In chiusura, in
Scenari, Regioni, Quadranti, tre carte commentate in merito ai rapporti tra
Cina e Russia, ed alla presenza di questa in Africa. Le rubriche di chiusura
rispecchiano la tradizione della Rivista. Infine da notare che, come
conclusione dei 10 anni del CESVAM (25 settembre 2014 -25 settembre 2024) la II
e la III Pagina di Copertina della Rivista riporta la Presenza del CESVAM in
Rete e l’elenco delle pubblicazioni attivate. Un augurio migliore per questa
data anniversaria non ci si poteva aspettare.
(massimo coltrinari,
direttore del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare)
I
Pagina di Copertina. “Medaglia del
Decennale della Fine della Prima Guerra Mondiale (1928).Opera dello scultore
Aurelio Mistruzzi, reca l’immagine di
“Roma communis Patria” e nel verso, l’apoteosi glorificatrice del Milite Ignoto
In base ad un accordo con la S.I.A.M. 8Societa
Italina per l’Arte della Medaglia riservò integralmente tutti gli utili della
vendita di detta Medaglia a favore dell’Istituto del Nastro Azzirro.
IV
di Copertina: I Libri del Nastro Azzurro.
venerdì 10 gennaio 2025
Attivazione Canale Tou Tube ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM
Giovedi 8 Gennaio 2025 è stato aperto il Canale You Tube dedicato all'Istituto del Nastro Azzurro. Al momento sono previsti interventi settimanali volti a spiegare l'essenza dell'Istituto, ovvero la descrizione dell'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al Valor Militare basato sul Manifesto del Centenario, che riporta "Cosa è stato cosa è casa fa e cosa farà in sedici quadri
Titolo: ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo I Campi di Concentramento in Cina Il Global Pace Index
Master in
“TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
(dalla presente tesi si estrae il paragrafo dedicato al Global Pace Index)
Global Pace Index
L’indice di pace
globale (GPI) è un indicatore che viene utilizzato per classificare i Paesi del
mondo in base alla loro “pacificità”, e viene prodotto annualmente
dall’Institute for Economics and Peace2
in collaborazione con l’Economist Intelligence Unit3
attraverso indagini istituzionali e governative: misurano il tasso di
pacificità sulla base di una gamma di indicatori, 23 in totale, creando una
scala che va da 1 a 5 (con 5 che rappresenta il grado più elevato di violenza)
attraverso i dati del “Global Database of events location and tone” (Gdelt),
una piattaforma supportata da Google che raccoglie le notizie relative a 163
Paesi su argomenti quali il profilo socioeconomico, politico e militare dei
Paesi, gli aiuti umanitari prestati, asili politici e disobbedienza delle leggi
internazionali.
I risultati di
quest’anno hanno rilevato che il livello medio di pace globale è peggiorato
dello 0,42%. Si tratta del tredicesimo peggioramento della pace negli ultimi
quindici anni, con 84 paesi che migliorano e 79 peggiorano nel 2022. Questi
dati hanno ovviamente avuto un impatto negativo dovuto alla guerra in Ucraina.
Nel corso degli
ultimi 15 anni il mondo è diventato meno pacifico, con un peggioramento del
punteggio medio del paese del 5%. Dei 163 paesi del GPI, 95 hanno registrato
peggioramenti, mentre 66 hanno registrato miglioramenti e due non hanno
registrato alcun cambiamento nel punteggio. Sedici dei 23 indicatori GPI sono
peggiorati tra il 2008 e il 2023, mentre otto sono migliorati.
Per quanto
riguarda la Cina, dall’analisi del GPI 2023 risulta che si sia alzata la spesa
militare, ed esamina anche l’impatto economico di un ipotetico blocco cinese in
Taiwan. L'IEP stima che un blocco provocherebbe un calo del PIL globale del
2,8% in un anno.
L’economia cinese si contrarrebbe di circa il 7%, mentre l’economia del Taiwan
si contrarrebbe di quasi il 40%. Ci sarebbero notevoli effetti di ricaduta in
qualsiasi settore che si basi su un’elettronica complessa, poiché il Taiwan
produce oltre il 90% dei semiconduttori logici avanzati del mondo.
Dalle ricerche del
GPI del 2023, l’Afghanistan risulta per l’ottavo anno consecutivo il Paese meno
pacifico, seguito da Yemen, Siria, Russia e Sud Sudan.
Al primo posto si
trova l’Islanda, mentre l’Italia si classifica come 39esima e la Cina al 110°
posto.
2
L'Institute
for Economics and Peace è un think tank globale con sede a Sydney, in
Australia, con filiali a New York City, Città del Messico e Oxford. L'IEP
studia la relazione tra pace, affari e prosperità e cerca di promuovere la
comprensione dei fattori culturali, economici e politici che guidano la pace.
3
L'Economist
Intelligence Unit (EIU) è una business unit del gruppo Economist Group che fornisce
previsioni e servizi di consulenza economici attraverso ricerche ed analisi di
mercato, come ad esempio rapporti informativi mensili sulle nazioni, previsioni
economiche sul periodo di 5 anni delle nazioni, rapporti di servizio sul
rischio dei Paesi e rapporti industriali.
mercoledì 1 gennaio 2025
INFOCESVAM N. 6 Novembre - Dicembre 2024
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XI, 59/60, N. 6, Novembre -
Dicembre 2024, 1 gennaio 2025
XI/6/926 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XI anno di edizione, 6 il
bimestre di edizione di INFOCESVAM, 926 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento.
XI/6/927 – Progetti
2024/1 – Tema “Monte Marrone La prima Vittoria del Corpo Italiano di
Liberazione: 31 marzo 1944 – 10 aprile 1944. Il suo significato strategico
presso gli Alleati. 80° anniversario 1944 - 2024.Sono stati raccolti i
materiali iconografici e le carte di riferimento. Fase Manoscritto 2
XI/6/928 – La Presidenza
Nazionale con circolare apposita ha chiesto ai Soci eventuali candidature per
le cariche istituzionali. La Circolare è stata inoltrata a tutti i componenti
del CESVAM. I criteri per eventuali candidature come Rappresentanti del Cesvam
sono: residenza a Roma; disponibilità di tempo almeno di 9 ore settimanali;
capacità di lavoro e di realizzazione di ricerche/progetti di livello post
universitario.
XI/6/929 – Il 9 dicembre
2024 a Bologna è stato presentato il 1 volume “Storia Militare della Guerra
Russo-Ucraina.1917 -2014 Volume I, Palladium Edizioni, 2024. Autori Giovanni
Cecini e Mirco Campochiari.
XI/6/930 – Progetto
2017/2 I soldati Italiani sulla testa di ponte di Anzio. Volume I Pubblicato.
Volume II. Manoscritto 5 – in fase di completamento la revisione del testo
generale.
XI/6/931 – La sessione di
laurea invernale del Master di 1. Liv. in Storia Militare Contemporanea si è
tenuta il 25 novembre 2024. Si sono laureati 6 candidati. Tutti hanno espresso
il desiderio di avviare la collaborazione con il CESVAM
(www.unicusano.it/master)
XI/6/932 – Progetto
2023/2 Divulgazione. Segnalibro. È stato edito il Segnalibro n. 1 riferito ai
volumi del progetto 2020 e Progetto 2022 dedicati agli Ordinamenti. La
distribuzione è gratuita. Contatti: editoria.cesvam@istitutonastroazzurro.org
XI/6/933 - Progetto
2021/1 Volume II Titolo: Africa Orientale Italiana. L’organizzazione Militare e
la difesa dell’Impero. La Figura del Duca d’Aosta. Predisposta la parte
militare. Bibliografia. In sviluppo il Capitolo dedicato al Duca d’Aosta. Fase
Manoscritto 5
XI/6/934 - Progetti
2024/4 – Tema “Le Fosse Ardeatine. L’ordine è stato eseguito. I Decorati al
Valore Militare e la Memoria. 80° anniversario 1944 -2024 Contributo al
progetto è stato chiesto all’amico Aladino Lombardi, che ha assicurato di
mettere a disposizione il suo archivio provato. Fase Manoscritto 2
XI/6/935 - La sessione di
laurea invernale del Master di 1. Liv. in “Politica Militare Comparata dal 1945
ad oggi” Dottrina, Strategia, Armamenti si è tenuta il 25 novembre 2024. Si
sono laureati 5 candidati. Anche i laureati di questo Master hanno espresso il
desiderio di avviare la collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)
XI/6/936 - Progetto
2023/2 Divulgazione. Segnalibro. È stato edito il Segnalibro n. 2 riferito ai
volumi del progetto Università. La distribuzione è gratuita. Contatti:
editoria.cesvam@istitutonastroazzurro.org
XI/6/937 – Club Ufficiali
Marchigiani. Il tradizionale scambio di auguri si è tenuto presso la Casa
dell’Aviatore, a Roma il 7 dicembre u.s. Nell’occasione è stato fatto il punto
del Progetto 2022/2 Libano sulla raccolta delle testimoniane sulle Missioni di
Pace.
XI/6/938 - La sessione di
laurea invernale del Master di 1. Liv. in “Terrorismo ed antiterrorismo
internazionale. Obiettivi, Piani Mezzi” si è tenuta il 25 novembre 2024. Si
sono laureati 9 candidati. Tutti hanno espresso il desiderio di avviare la
collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)
ed anche con le attività connesse al Canale You Tube diretto dal Dr. Giovanni
Cecini.
XI/6/939 - Progetto
2021/1 – Volume I Titolo Africa Orientale Italiana. L’Impero Tra realtà e
propaganda. Raccolta la monografia. Fase: Manoscritto 5
XI/6/940 - Progetto
2023/2 Divulgazione. Segnalibro. È stato edito il Segnalibro n. 3 riferito ai
volumi del progetto 2016/2 Dizionario minimo della guerra di liberazione
1943-1945. La distribuzione è gratuita. Contatti:
editoria.cesvam@istitutonastroazzurro.org
XI/6/941 – L’esame finale
del Corso di approfondimento e specializzazione. in “Terrorismo ed Anti
Terrorismo internazionale si è tenuto il 25 novembre 2024.
(www.unicusano.it/master)
XI/6/942 –Progetto 2023/2
Divulgazione. È stato edito il Catalogo delle Edizioni a Stampa 2021 – 2014 del
Centro Studi sul Valore Militare – CESVAM Riporta in 24 pagine con note tutte
le 51 pubblicazioni che hanno visto la luce in questo decenni. Distribuzione
gratuita. Richiedere a: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
XI/6/943 – Blog www.ilregnodelsud.blogspot.com.
ha completato al 31 dicembre 2024 tutte le sue pubblicazioni per l’anno solare
2024
XI/6/944 - Gli articoli,
note ed altro materiale per la rivista QUADERNI devono essere inviati alla
Redazione (quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
entro il 15 febbraio 2025 p.v., per la valutazione e la preparazione del N. 1
del 2025.
XI/6/945 – Il 31 dicembre
2024 termina la II sessione del CESVAM e l’anno solare. Ciò vuol dire che in
base allo Statuto e Regolamento del CESVAM terminano tutte le collaborazioni in
essere di tutti i Collaboratori Ricercatori ed Associati. Con il mese di gennaio 2025 saranno rinnovate
le ricerche in corso che si crede utile continuare e quindi i contatti con
tutti gli interessati.
XI/6/946 - Progetto
2023/2 Divulgazione. Segnalibro. È stato edito il Segnalibro n. 4 riferito ai
volumi del progetto 2020 Ordinamenti (Volume 2° Tomo I, Tomo II, Tomo III, Tomo
IV. La distribuzione è gratuita. Contatti:
editoria.cesvam@istitutonastroazzurro.org
XI/6/947 – Del precedente
bollettino N.5/2024 esistono due edizioni. La prima, integrale, pubblicata su
tutte le filiere informatiche in essere. La seconda sulle pagine CESVAM del
Periodico.
XI/6/948 -. La sessione
di laurea invernale del Master di 1. Liv. in “Storia Militare Contemporanea Dal
1973 al 1960 si è tenuta il 25 novembre 2024. Si sono laureati 5 candidati.
Anche i laureati di questo Master hanno espresso il desiderio di avviare la
collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master).
In particolare con la collaborazione alla Rivista QUADERNI
XI/6/950 -- Prossimo
INFOCESVAM (gennaio - febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2025. I precedenti
numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org
e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog
sia storici e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari)
venerdì 20 dicembre 2024
martedì 10 dicembre 2024
sabato 30 novembre 2024
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo. I Campi di Concentramento in Cina Terrorismo di Stato
Master in
“TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
(dalla presente tesi si estrae il paragrafo dedicato al Terrorismo di Stato)
Terrorismo di Stato
Così
come per la definizione stessa di “terrorismo”, anche l’identificazione del
“terrorismo di Stato” presenta delle difficoltà e complica ulteriormente
l’identificazione di una possibile definizione del primo tema.
Il
Terrorismo di Stato è l’uso di strategie e metodi di terrorismo da parte
dell’autorità statale, dove uno Stato può decidere di ricorrere a sistemi e
condotte contro la sua stessa popolazione a fini repressivi per eliminare
direttamente dei comportamenti di insubordinazione, rimuovere idee politiche
ritenute sbagliate e contro lo Stato, così come per debellare le azioni e le
idee che vadano contro la linea generale del potere politico, ugualmente per
motivi come la pulizia etnica.
Le
divergenze tra gli Stati delle Nazioni Unite avevano appunto questa questione
come oggetto principale, dove gli Stati occidentali intendevano circoscrivere
la nozione di terrorismo al terrorismo di individui “sponsorizzati” dagli
Stati, mentre i paesi afro-asiatici intendevano ampliare la definizione al
terrorismo di stato come forma di aggressione compiuta dallo Stato attraverso i
propri organi e le proprie misure.
Ugualmente
alla definizione di terrorismo, anche il Terrorismo di Stato ha diverse
connotazioni: è l’azione dello Stato di contrasto, di natura apparentemente
formale, per imporre determinate politiche o per eliminare determinate azioni
definite terrorizzanti. Questo concetto è particolarmente controverso, in
quanto si parla di condotte tenute dal Governo per sottomettere la popolazione.
D’altronde, coloro che hanno il potere vogliono mantenerlo, e non appena si
sentono minacciati agiscono in maniera illegittima e dunque non si interessano
dei mezzi (il fine giustifica i mezzi), possano questi anche consistere nel
violare i diritti umani. Uno Stato può decidere in maniera autonoma come agire
contro i suoi stessi cittadini, tramite azioni illegittime a fini repressivi,
mirate a neutralizzare le azioni degli avversari di natura politica.
Il
terrorismo di Stato può essere espresso anche come terrorismo politico, ossia
quella specie di terrorismo che cerca di ribaltare i rapporti di forza tramite
la violenza, di annichilire la forza degli avversari per affermare ciò in cui
crede. Una forma in cui si manifesta il terrorismo politico è il terrorismo
etnico: si basa sulle diverse differenze di etnie, regioni e provenienze, è
comunque profondamente legato alla politica e alla religione, agli interessi
degli Stati. Alla base del terrorismo stanno le differenze etniche e quindi il
razzismo nell’idea stessa di razza. Il terrorismo religioso spesso, in
particolare luogo il terrorismo jihadista, si esprime attraverso dei gruppi
“fondamentalisti” con attacchi terribilmente importanti. Il terrorismo politico
viene spesso utilizzato dagli Stati all’interno dei propri confini nelle lotte
di liberazione contro una potenza occupante, mentre il terrorismo etnico o
religioso viene utilizzato anche all’infuori del confine, per stabilire la
supremazia di un potere su di un altro. In alcuni casi le minoranze ricorrono
agli attentati per raggiungere l’autonomia e l’indipendenza, perché si sentono
sottomessi e privati dei diritti e delle libertà, in altri casi è lo Stato
stesso che applica il terrorismo politico per impugnare la popolazione.
Al
di fuori dei loro confini, gli Stati utilizzando il terrorismo per raggiungere
i loro obiettivi in materia di politica estera. All’interno invece, il
terrorismo di Stato ha la motivazione principale della difesa e della sicurezza
dello Stato stesso, ma ha anche diverse motivazioni subordinate: viene
utilizzano per eliminare uno o più gruppi etnici, eliminare oppositori
politici, intimidire o terrorizzare la popolazione, fare pulizia. In questi
Stati, che possono essere a regime di dittatura o assolutistici, è previsto un
ordinamento giuridico e di sicurezza pubblica ad indirizzo punitivo, in maniera
tale che il cittadino sia ritenuto colpevole e lo Stato sia giustificato
qualora prendesse provvedimenti nei suoi confronti. Queste tipologie di
attività terroristiche sono condotte segretamente, e non vengono o rilasciati
documenti ufficiali. In genere, tutte le dittature che si sono manifestate nel
corso dei secoli hanno ricorso al terrorismo di Stato per mantenere il potere e
sconfiggere i propri nemici interni. Un esempio lampante è quello che analizzeremo
nel capitolo tre dell’elaborato: l’utilizzo da parte dello Stato cinese dei
Laogai, campi di lavoro aventi lo scopo di rieducare la popolazione tramite il
lavoro.
A
seguito delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal Partito
Comunista Cinese, in particolare nei confronti degli Uiguri, la Cina è
l’esempio trasparente del terrorismo di Stato. A livello domestico, Pechino ha
implementato un controllo sociale stringente nei confronti della popolazione in
linea con i propri interessi politici ed economici, interni ed esterni.
La
politica che ha adottato lo Stato del 2014 in poi, ha portato oltre un milione
degli abitanti di quella zona ad essere detenuti nei campi di rieducazione
senza alcun procedimento legale: questa è ritenuta come la più grande
detenzione di minoranza religiosa ed etnica dopo il genocidio della popolazione
ebraica durante la seconda guerra mondiale.
Nel
vertice di giugno 2002 il cosiddetto “Shanghai Six”, un gruppo di paesi guidato
da Cina e Russia, ha rafforzato i legami militari tra l’Asia Centrale,
Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Il 14 settembre 2002, hanno
sottoscritto una dichiarazione che afferma:
“Il terrorismo internazionale è
diventato una seria minaccia per l’umanità.”
L’accordo
di Shangai afferma la necessità di combattere il terrorismo, il separatismo e
l’estremismo. Per questo motivo è arduo arrivare ad una definizione di
terrorismo per lo stato cinese, poiché per loro i termini “separatismo” e
“estremismo” (religioso o politico) sono utilizzati in maniera ambigua, quasi
come se potessero servire come giustificazioni per perseguire la popolazione.
Difatti, molti cittadini che la Cina etichetta come “separatisti” o
“estremisti” sono soltanto degli attivisti o dei dissidenti politici che combattono
per la libertà personale, della popolazione e della loro terra. Questo
espediente è utilizzato da Pechino per reprimere le minoranze etniche, adottare
una politica interna ancora più dura, mantenere il controllo sulla popolazione,
esercitare terrore, mascherare la vera realtà dei Laogai e non avere
conseguenze.
mercoledì 20 novembre 2024
Il Museo Storico dell'Istituto del Mastro Azzurro
La presente copia può essere richiesta gratuitamente a: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
domenica 10 novembre 2024
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo I Campi di concentramento in Cina. Global Terrorism Index
Master in
“TERRORISMO E
ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
(dalla tesi presente si estrae il paragrafo dedicato a Global Terrorism Index)
Global Terrorism Index
Terrorism Tracker
fornisce registrazioni di eventi relativi ad attacchi terroristici dal primo
gennaio 2007. L’insieme di dati contiene quasi 66.000 episodi terroristici per
il periodo dal 2007 al 2022.
Nello stesso
rapporto, si evince che i gruppi terroristici più letali al mondo nel 2022
siano stati lo Stato Islamico e gli affiliati, il BLA (Balochistan Liberation
Army) e il Jamaat Nusrat Al-Islam wal Muslimeen (JNIM); l’ISIS è rimasto il
gruppo terroristico più sanguinoso a livello globale per l'ottavo anno
consecutivo, registrando il maggior numero di attacchi e morti di qualsiasi
gruppo nel 2022: ben diciotto paesi hanno registrato un numero di morti per
terrorismo causato dall’Isis nel 2022, un leggero calo rispetto a 20 paesi
dell’anno precedente.
Lo studio dimostra
che la mortalità degli attacchi terroristici nel 2022 sia aumentata, con il
numero di vittime per attacco aumentato ad 1,7 in media rispetto all’1,3 del
2021, anche se il numero di paesi che hanno registrato decessi aumenta e
diminuisce, infatti in alcuni paesi le morti per terrorismo sono rimaste
costanti, in altri paesi come in Niger, Myanmar e Iraq è stato registrato un
aumento.
La maggior parte
delle morti sono state causate da conflitti e attacchi violenti.
Il maggiore
aumento delle morti per terrorismo (8% in più rispetto al 2021) è stato
registrato nell’Africa sub-sahariana: il 60% delle morti per terrorismo si sono
verificate in questi territori, rendendo quindi questa regione l’epicentro del
terrorismo, in particolare nel Burkina Faso e Mali, con i decessi in Burkina
Faso aumentati del 50% a 1.135 e in Mali del 56% a 944.
La maggior parte
delle attività terroristiche avviene lungo i confini dove il controllo
governativo è più debole; i fattori scatenanti sono lo scarso utilizzo
dell’acqua, la mancanza di cibo, la polarizzazione etnica, la forte crescita
della popolazione, gli interventi esterni, la competizione geopolitica, il
conflitto pastorale, la crescita dell’ideologia transnazionale
salafita-islamica e i governi deboli.
L’Asia meridionale
rimane la regione con il peggiore punteggio GTI nel 2022.
La regione ha
registrato 1.354 morti per terrorismo nel 2022, una diminuzione del 30%
rispetto all’anno precedente.
In Occidente,
invece, il numero di attacchi continua a diminuire e nel 2022 sono stati
registrati quaranta attacchi, un calo del 27% rispetto ai 55 attacchi del 2021.
Nonostante che gli attacchi siano diminuiti, il numero di morti è invece
raddoppiato, sono infatti passati da nove decessi nel 2021 a 19 nel 2022.
In Europa, gli
estremisti islamici hanno compiuto due attacchi nel 2022. Gli attacchi negli
Stati Uniti sono rimasti bassi, con solo otto attacchi registrati nel 2022.
Nessuno è stato attribuito a nessun gruppo terroristico noto.
Il Regno Unito ha
registrato solo quattro attacchi e nessun decesso quest’anno, il primo anno dal
2014 in cui non si sono registrati decessi, la Germania ha registrato il numero
più basso di attacchi dal 2015.
Il terrorismo di
matrice ideologica continua ad essere la tipologia di terrorismo più comune in
Occidente.
Secondo il GTI del
2023, la Cina ha registrato il miglioramento maggiore nella regione asiatica rispetto
al 2022, seguita poi da Australia e Nuova Zelanda. La Cina non ha registrato un
solo attacco terroristico o morte causata da un attacco in ben cinque anni.
Oltre alla Cina, anche Cambogia, Laos, Singapore, Mongolia, Corea del Nord,
Papua Nuova Guinea, Corea del Sud, Taiwan e Timor Est non hanno registrato un
incidente terroristico dal 2017 e hanno un punteggio pari a zero.
La Cina si trova
al 93esimo posto nel GTI Rank.
E’ necessario
sottolineare una prerogativa dei dati raccolti ed analizzati nello studio del
Global Terrorist Index, ossia che questo non include gli atti di repressione
statale e di violenza da parte di attori statali, bensì soltanto gli attacchi
commessi da attori non statali, perciò tutto il terrore praticato dai governi
nei confronti dei propri cittadini, come quello che avviene tra lo Stato cinese
e la sua popolazione (in particolare quella dello Xinjiang), non può essere
indicato nel GTI.
In queste Nazioni
poiché lo Stato agisce in qualità di autorità, di conseguenza, il loro punteggio
sarà pari a zero e questi atti di terrore e repressione verso la popolazione
non saranno visti come atti di terrorismo e non saranno inseriti nel GTI.
Questa esclusione
nella definizione non intende ignorare la gravità o la prevalenza di qualsiasi
atto di terrorismo di stato, infatti tali atti rappresentano minacce
significative per la pace e, come tali, ne viene tenuta traccia nel attraverso
la scala del terrorismo politico contenuta nel Global Peace Index (GPI).
.jpg)





